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La Grecia perseguitata perché difende la dignità e la sovranità del suo Popolo

luglio 2, 2015

Sulla vicenda della Grecia in Italia vi è una enorme disinformazione e giornali e telegiornali italiani raccontano un mucchio di menzogne. La storiella più diffusa è che i greci hanno fatto un mucchio di debiti e non vogliono pagarli, anzi chiedono agli altri paesi europei di continuare a prestargli i soldi senza poi restituirli. Secondo questa storia Merkel è molto buona e li vuole aiutare ma loro sono truffaldini e mattacchioni e invece di cogliere le generose offerte dell’Unione Europea si mettono a fare casino e indicono un referendum che rischia di portare la Grecia fuori dall’Europa.

Questa storiella è falsa e i fatti sono i seguenti:

1) L’economia greca è stata distrutta dalle politiche di austerità imposte negli ultimi 5 anni dall’Unione Europea: avevano previsto una riduzione del PIL del 5% e c’è stata una riduzione del 25%. Questo disastro ha prodotto un impoverimento della popolazione e milioni di disoccupati.

2) Tsipras ha vinto le elezioni 5 mesi fa con la proposta di non accettare più queste politiche e per questo ha presentato un piano basato su proposte molto semplici: aumentare le tasse ai ricchi invece che tagliare le pensioni ai poveri e smetterla di regalare i soldi dei cittadini agli speculatori attraverso il debito gonfiato da interessi da usura.

3) Contro queste semplici ed efficaci proposte si sono scagliati gli amici dei banchieri e dei ricchi che comandano l’Unione Europea. Pur di impedire al governo greco di dimostrare che esiste una alternativa alle politiche di austerità, Merkel e i suoi servi come Renzi, preferiscono la rottura dell’Europa e il default della Grecia. Hitler invase la Grecia con i carri armati, Merkel la vuole strozzare con il ricatto economico: dopo 75 anni cambiano gli strumenti ma non il fine di dominio.

La discussione tra il governo greco e l’Unione Europea non riguarda le cifre del bilancio – su questo non ci sono differenze – ma chi le deve pagare: i greci ricchi o quelli poveri? Gli speculatori e le banche o il popolo greco?

I padroni del vapore non vogliono che voi: il popolo italiano, francese, irlandese, spagnolo, portoghese, popoli che hanno beccato stangate su stangate, possiate anche solo pensare che è possibile fare in un altro modo. Non vogliono che voi abbiate un esempio che dimostri che per uscire dalla crisi invece che fare i sacrifici bisogna far pagare i ricchi e gli speculatori. Il governo greco viene perseguitato perché può essere un esempio per voi, può dimostrare che cambiare strada, che uscire dall’austerità, non solo è necessario ma è possibile.

BASTA CON L’AUSTERITÀ IN GRECIA COME IN ITALIA

W IL GOVERNO GRECO E ALEXIS TSIPRAS

PeopleofEuropeRiseUp

SANITÀ LOMBARDA, PRC: “BASTA TICKET E LUNGHI TEMPI D’ATTESA”

giugno 20, 2015

Mesi e mesi per una visita medica, per un’analisi, per un esame di laboratorio: sarà per questo che ci chiamano pazienti. Non è una battuta, ma la realtà per le lunghe liste d’attesa che diventano sempre più lunghe recando disagi insopportabili ai cittadini e spingendo quelli che possono pagare, o non possono aspettare, verso le strutture private. In aggiunta ci fanno poi pagare anche ticket salatissimi che sono una vera e propria tassa sulla malattia.

La sanità pubblica lombarda costa sempre di più e le liste d’attesa diventano sempre più lunghe.

La sanità che già paghiamo con le imposte, le tasse e l’addizionale IRPEF regionale non deve e non può essere ulteriormente strapagata con altre tasse quali sono i ticket.

La Lega Nord e la sua “compagnia che fa danno”, anziché appuntare ai malati i costi delle prestazioni, rilasci diversamente ai pazienti quanto annualmente la Corte dei Conti e la Magistratura accertano in ruberie, tangenti, malversazioni, appalti gonfiati e sprechi vari nella sanità lombarda.

Altro che libertà di scegliere di dove andare a curarsi: nella Lombardia di Formigoni prima e di Maroni oggi o sei in grado di pagare con le strutture private o aspetti mesi e mesi e ti curi male.

Non basta vivere più a lungo, se non si vive in salute!

Abolire i ticket e ridurre le liste d’attesa si può e si deve!

Le nostre iniziative che ci vedranno nel prossimo mese all’esterno degli ospedali di Varese, Busto e Gallarate distribuendo questo volantino si propongono di costruire una risposta politica in termini di proposte e di mobilitazione, attorno al problema delle liste d’attesa e dei ticket.

Il Partito della Rifondazione Comunista

Federazione di Varese

VolSanitàUnico

Festa Regionale PRC 2015

giugno 14, 2015

dibattitiseriate2015

EXPO: nutrire il pianeta o le multinazionali?

giugno 14, 2015

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Ordine del Giorno: “Sostegno alla campagna di Libera per il reddito di dignità”

maggio 26, 2015

Il Consiglio … di

Premesso che:

-dal 2008 al 2014 la crisi in Italia ed Europa, secondo i dati Istat, ha raddoppiato e quasi triplicato i numeri della povertà relativa ed assoluta. In Italia sono infatti 10 milioni le persone in povertà relativa, il 16,6% della popolazione complessiva, ed oltre 6 milioni, il 9,9% della popolazione, in povertà assoluta;

-gli ultimi dati Istat disponibili relativi al 2013 mostrano inoltre come il rischio di povertà o esclusione sociale riguardi il 28,4% delle persone residenti in Italia, secondo la definizione adottata nell’ambito della strategia Europa 2020. L’indicatore deriva dalla combinazione del rischio di povertà, della grave deprivazione materiale e della bassa intensità di lavoro e corrisponde alla quota di popolazione che sperimenta almeno una delle suddette condizioni.

Considerato che:

-la necessità di intervenire su tale situazione con politiche che promuovano la piena e buona occupazione in particolare nei settori della riconversione ecologica, dell’economia della conoscenza e del rilancio del welfare, come pure attraverso interventi di redistribuzione del lavoro attraverso la riduzione d’orario, deve essere accompagnata dall’adozione di misure immediate di contrasto alla crescita della povertà e dell’esclusione sociale;

-la Risoluzione del Parlamento Europeo sul Ruolo del Reddito Minimo nella lotta contro la povertà e nella promozione di una società inclusiva in Europa (16 ottobre 2010) indica il reddito minimo come lo strumento che può “contribuire al miglioramento della qualità della vita e che offra a tutti la possibilità di partecipare alla vita sociale, culturale e politica come pure di vivere dignitosamente”. Il Reddito Minimo è “il diritto fondamentale della persona a disporre di risorse economiche e prestazioni sociali sufficienti per vivere conformemente alla dignità umana”;

– nei diversi paesi europei esistono da decenni strumenti di sostegno al reddito (Sozialhilfe in Austria; Revenue d’integration in Belgio; lo Starthjalp in Danimarca; l’RSA in Francia etc.) destinati alle persone e che in diverse misure intervengono a seconda delle diverse necessità dell’individuo, e che l’Italia è invece priva di un analogo strumento di sostegno al reddito;

– Il Reddito Minimo, è anche uno strumento fondamentale di contrasto alle mafie, perché toglie ossigeno a chi sfrutta il bisogno di lavoro trasformandolo in ricatto economico, per alimentare circuiti criminali che approfittano della povertà o per fare dei posti di lavoro merce per il voto di scambio. E impone al contrario un diritto che rende le persone meno deboli anche di fronte a chi ne vuole sfruttare i bisogni e le fragilità.

Considerato che:
-esistono diverse proposte di legge di iniziativa popolare e parlamentare che assumono come riferimento la Risoluzione del Parlamento Europeo del 2010, secondo la quale “sistemi di redditi minimi adeguati debbano stabilirsi almeno al 60% del reddito mediano dello Stato membro”, prevedendo una serie di prestazioni aggiuntive in servizi, da destinare a coloro che siano al disotto di tale soglia in modo che nessun individuo debba scendere sotto un determinato reddito. Che una tale misura dovrebbe quindi riguardare tutti coloro che già sono in una condizione di povertà economica, coloro che in un dato momento della loro vita si trovano nella condizione di non poter svolgere un lavoro congruo, o che hanno un reddito che non permette loro di vivere una vita dignitosa, o che hanno perso i benefici degli ammortizzatori sociali o che sono in ogni modo al di sotto di una certa soglia economica.
-per quanto le risorse da impegnare per tale misura varino a seconda delle caratteristiche di dettaglio di ogni proposta, gli studi di numerosi economisti ed esperti, individuano per l’Italia il costo di una misura come il Reddito Minimo, in un range che va dai 15 ai 26 miliardi di euro;

-che tali risorse possono essere reperite attraverso il taglio delle spese militari, l’istituzione di un’imposta patrimoniale su reddito del 5% della popolazione ricchissima, il recupero dell’evasione ed il contrasto alla corruzione che pesano sull’economica del paese per almeno 180 miliardi di euro annui, ed altri provvedimenti improntati all’equità sociale;

-che una misura come il reddito minimo oltre a contrastare forme inaccettabili di povertà, potrebbe liberare energie sociali oggi compresse dalla necessità di fare fronte alla propria quotidiana sopravvivenza, oltre ad avere positive ricadute sull’economia in generale, sostenendo la domanda;

Vista:
la piattaforma della campagna lanciata dall’Associazione “Libera – Associazioni, nomi e movimenti contro le mafie”, sul “Reddito di Dignità”, con la quale si richiede di istituire il Reddito minimo o Reddito di Cittadinanza
Delibera:
-di aderire a tale campagna;
-di inviare la presente delibera ai presidenti della Camera dei Deputati e del Senato della Repubblica.

Rifondazione Comunista parteciperà alla No Expo MayDay a Milano il Primo Maggio

aprile 28, 2015

Rifondazione Comunista parteciperà il I maggio alla No Expo MayDay, che si terrà a Milano. Presentato come una grande occasione per il Paese, in realtà l’Expo è un grande affare pagato dalle cittadine e dai cittadini, con la benedizione del governo, a favore delle multinazionali del settore alimentare, di diverse imprese di costruzione e di pochi altri grandi privilegiati; è un moltiplicatore di cemento, speculazione e di precarietà. Esso ripropone, ancora una volta, lo schema delle grandi opere e dei grandi eventi: un’iniezione di miliardi di euro pubblici per un bel po’ di privati che, al di là di un’ulteriore devastazione del territorio, non lascerà nulla alla collettività.

Non è un caso se sono riapparsi, nei mesi scorsi, alcuni dei protagonisti della Tangentopoli di vent’anni fa. Il modello di sviluppo adottato in questi decenni nel nostro Paese è infatti basato sul ricorso sistematico all’economia criminale, alle mafie e alla corruzione, ed Expo rientra a pieno titolo in tale modello. Non è bastato intitolare l’esposizione universale “Nutrire il pianeta, Energia per la vita” per farne un evento di interesse collettivo.

Dei 70.000 posti di lavoro promessi inizialmente non c’è traccia, e le occasioni lavorative legate all’Expo sono precarie e sottopagate quando va bene, sono lo scandalo di 18.500 lavoratrici e lavoratori che non avranno alcuna retribuzione perché definiti “volontari” nel resto dei casi . Un’impostazione in piena sintonia con le politiche neoliberiste del governo Renzi – che dell’Expo è uno dei grandi sponsor istituzionali – a partire dal Jobs Act.

Per tutto questo il primo maggio saremo in piazza a Milano.

NoExpoMayDay

L19, un codice per sostenere Rifondazione

marzo 23, 2015

Care compagne, cari compagni,

cliccando qui di seguito potete trovare la circolare dell’Agenzia delle Entrate in cui è riportato il codice assegnato per destinare il 2 per 1000 al Partito della Rifondazione Comunista – Sinistra Europea in sede di presentazione della dichiarazione dei redditi.

Il nostro codice è L19.

Nella circolare sono indicate le modalità per effettuare la scelta anche da parte dei soggetti esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi.

È molto importante che vi sia un’ampia indicazione in questo senso verso il nostro Partito in modo da contribuire concretamente a sostenere le nostre idee, le nostre battaglie, le nostre proposte, il nostro impegno.

Contiamo sull’impegno di tutte e tutti noi.

Marco Zocchi

Segretario provinciale – Federazione di Varese

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